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Una ferrata panoramica ed aerea
Lunedì 16 Giugno 2008

La ferrata sulla parete Sud-Ovest del Corno Occidentale di Canzo, attrezzata in occasione del venticinquennale del CAI di Canzo, è stata completamente rifatta nel dicembre 2007, ricalcando solo in parte il vecchio tracciato. Rispetto al vecchio tracciato sono aumentate leggermente le difficoltà e la continuità nell’impegno.
La catena di 10 mm di spessore offre un’ottima presa per le mani e permette la sosta in qualunque momento agganciando direttamente il moschettone nelle maglie.
Lungo il traverso per raggiungere la scala e nel tratto finale aereo e verticale, oltre alla catena che arma tutta la ferrata, è stato posato un cavo metallico plastificato che facilita lo scorrimento dei moschettoni del dissipatore.
E’ d’obbligo l’uso di casco, imbracatura e dissipatore omologato ( i moschettoni normali non entrano nella catena).

APPROCCIO

-Dal rifugio S.E.V. (m 1239) si scende per 300 metri circa per la carrareccia che sale da Oneda, si prende a sinistra una sterrata che finisce ad una baita, si prosegue con andamento pianeggiante fino al Crocifisso di legno in località Costa Bella; si scende a sinistra fino all’attacco della ferrata segnalato da un cartello metallico (m 1120; ore 0,20 dal rifugio S.E.V.).
-Da Canzo, località Gajum si sale al rifugio Terzo Alpe ( m 800) si prosegue per il sentiero n° 1 verso il rifugio S.E.V. a Pianezzo. Giunti al ghiaione sotto la Costa Bella , a destra sulla parete si nota il cartello d’inizio della ferrata (m 1120; ore 0,45 ).

Attacco: m 1120
Dislivello : m 250
Sviluppo: m 350
Difficoltà: EEA
Tempo medio di percorrenza: ore 1

Descrizione della ferrata
Si sale per una decina di metri su una placca inclinata in diagonale verso destra. Si prosegue verso sinistra fino ad una placca verticale con qualche appoggio artificiale. Si continua poi con minor pendenza per una ventina di metri piegando a destra, quindi diritti per un diedro (gradino di ferro)
fino ad un albero. Si traversa a destra per cinque metri in lieve discesa. Si sale diritti (gradini). Si contorna a destra uno spigolo e si inizia la lunga traversata che porta alla scala di ferro (alcuni gradini facilitano la progressione). Risalita la scala, dopo un breve tratto di roccia verticale, si prosegue verso destra per una cengia interrotta a metà da una breve fascia rocciosa.
Si sale diritti per qualche metro, seguendo scanalature verticali scavate nella roccia. Con brevi spostamenti a destra e a sinistra si giunge all’ultimo muretto verticale (diversi gradini di ferro). Si prosegue su rocce più coricate fino al termine della ferrata. Si continua poi per cresta, si supera il “Passo della Vacca” e si raggiunge la cima del Corno Occidentale (m 1372).
DISCESA

Raggiunta dopo pochi metri la croce della vetta, si svolta a sinistra per affrontare in discesa un canalino con rocce articolate. Giunti ad una cengia, si segue a destra la traccia che porta ad un canale roccioso che si segue fino al bosco di faggi sottostante. Si segue a destra per un breve tratto il sentiero al piede della roccia e quindi, ricongiungendosi al sentiero che scende dalla forcella dei Corni, si raggiunge il rifugio S.E.V (ore 0,20).
Autore: Ivo Mozzanica
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